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Ritorno da Sassa PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Florian   
Lunedì 27 Luglio 2009 00:00

Cari Alpini, ragazzi del C.A.I. ed amici tutti,

è con un po’ di amarezza che vi scrivo queste righe sull’esperienza di capo campo che ho fatto a Sassa, frazione a 15 km dal centro di l’Aquila. Si tratta però di un’amarezza positiva, derivante dal distacco ed il saluto che precede il ritorno a casa, sapendo di aver fatto il possibile. Ahimè, il tempo è però tiranno e le cose da fare sono ancora molte.Il Campo di SassaFino a pochi giorni fa, avevo svolto prevalentemente lavori di manovalanza, che comunque non disdegno. In poche ore, da aspirante garzone di cucina, mi son ritrovato a dirigere e gestire, nel ruolo di responsabile, il campo di Sassa Scalo con gli otto campi satellite. Sono arrivato al campo, senza esperienze concrete di coordinamento e gestione di squadre di protezione civile, ma con l’aiuto e la collaborazione di tutti i volontari, ce l’abbiamo fatta. Eravamo 19 volontari della P.C. ANA e 8 volontari del CAI, e nei primi giorni tutti un po’ disorientati.

All’alza bandiera del mattino ho ricordato più volte, a tutti i volontari, che siamo gente a cui piace andar in montagna, e amando la montagna, sappiamo affrontare con grinta le fatiche e le difficoltà che ci si parano davanti. Vi assicuro che senza queste donne e questi uomini, non ce l’avrei fatta. Ognuno ha svolto il suo compito con caparbietà e costanza - dal lava pentole al cuoco, dal responsabile della manutenzione al segretario – per risolvere al meglio i problemi e dare sollievo alle persone ancora residenti nei campi.

I primi due giorni sono stati duri e, a causa di alcuni ordini di alimentari inevasi, abbiamo fatto i miracoli per dar da mangiare alla gente. Fortuna che c’erano pasta, verdure e carne in scatola! In cucina han lavorato magistralmente persone che normalmente sono carpentieri, pensionati ed impiagati; di cuochi professionisti neanche l’ombra! Il crescente affiatamento fra tutti noi, ha consentito di risolvere i vari problemi e gestire la situazione.

Il Campo di SassaIl campo di Sassa Scalo, come punto di riferimento per i campi della zona, ha il compito di preparare i pasti per tutte le popolazioni ancora sfollate. In questo periodo vengono mediamente serviti 650 pranzi e 650 cene, per un totale di circa 1300 pasti al giorno. Oltre alla cucina, i nostri ragazzi, hanno cercato di impostare le strutture complementari al funzionamento della stessa, come tettoie, recinzioni ed impianti.

Sono molte le cose fatte, ma rimane il rammarico di non aver visitato i campi satellite e neanche l’Aquila. Vi assicuro che la televisione non può rendere a pieno l’idea di quel che è successo. I riflettori hanno sempre dato risalto alle disgrazie ed alle grandi opere, escludendo le periferie e la forza dei volontari. Invito quindi tutti a sporcarsi le mani, raccogliendo fondi e materiali, donando qualche giorno del proprio tempo per aiutare l’Aquila a riprendere il volo.

Da parte mia, un augurio per tutte le genti d’Abruzzo, colpite e scalfite dal terremoto, ed in particolare per le persone di Sassa:
“L’AQUILA VOLERA’ NEI NOSTRI RICORDI … RIALZATI SASSA”


Il capo campo
(dal 18 al 25 luglio 2009)

Davide Florian

 
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